Prestito Infruttifero: Cos’è, Come Funziona e Quando È Possibile Stipularlo

Quanti di noi non hanno mai avuto bisogno di un prestito? Di solito pensiamo siano le aziende a chiederlo alla banca per costruire un capannone o per comprare nuovi macchinari o semplicemente per una questione di cassa ed in questo caso vi è una mancanza di liquidità, che possiamo considerare temporanea, o per altre soluzioni attinenti l’attività. Per i privati invece, si pensa ricorrano alla banca, per il mutuo per l’acquisto di una casa o di un appartamento o per l’acquisto di una autovettura o mobili ed elettrodomestici per la casa. E fin qui nulla di nuovo.

Ma casa succede se per caso perdo il lavoro oppure insorge una malattia o perché devo pagare una multa salata o per le nozze improvvise di uno dei figli e non farmi fare il “fermo macchina” che è l’unico mezzo che mi consente di andare a lavorare? Immaginiamo di avere un bisogno indifferibile di una certa liquidità per sopraggiunte “esigenze”, a chi mi rivolgo? In primis alla banca che mi chiede garanzie reali (ipoteca sulla casa di proprietà) oppure una garanzia in titoli del mio deposito, se lo posseggo, e se tutto questo non ce l’ho mi chiede la fedejussione di terzi ossia una firma che garantisca, in caso di mancata restituzione da parte mia del prestito, la rifusione del debito contratto sarà onorata da chi ha garantito per me. In ogni caso dovrò restituire il prestito con gli interessi.

E se tutto ciò non è possibile a chi mi rivolgo? Esistono altre forme dove si rimborsa il solo capitale e non gli interessi? Certamente, si chiama prestito infruttifero, questi non prevede che vi siano interessi da rimborsare. Cos’è? E’ un finanziamento che viene erogato fra privati.

prestito infruttifero
Prestito infruttifero

A chi può essere richiesto

Solitamente, in caso di necessità, ci si rivolge ai parenti più stretti (genitori, suoceri, fratelli e sorelle) oppure fra la cerchia delle amicizie su cui poter fare affidamento e che ti permettano una privacy su questo “difficile” argomento e momento. Tra l’altro deve essere considerato come fattore occasionale e non in via abituale.

Anche questa forma di sovvenzione ha le sue regole. E’ opportuno sapere che con la legge sul denaro di provenienza illecita, mette in allerta l’Agenzia delle Entrate. Se il “mini” prestito è in contanti, questi non deve superare la soglia massima imposta dall’Amministrazione Finanziaria, che attualmente è di 2.000 (duemila) euro (da gennaio 2022 € 1.000, mille). Quindi, se viene superata questa soglia il prestito infruttifero deve essere “tracciabile” utilizzando assegni bancari, assegni circolari, bonifici da c/c o da carte di credito o di debito abilitate con IBAN oppure con vaglia cambiari o cambiali tratte, che hanno una scadenza ben precisa pagando un bollo del 12 o dell’11 per mille.

La mancata tracciabilità

Se l’importo è irrisorio di solito è sufficiente una stretta di mano e in questo modo non vi sarà comunque traccia dell’avvenuto “finanziamento”, ma se l’ammontare diventa importante, anche per una sola delle parti, è bene fare con un atto scritto (scrittura privata) dove siano indicati i soggetti della scrittura, i dati anagrafici, l’importo prestato e le modalità di rimborso ossia come rimborsarlo ed in quanto tempo.

Ricordiamoci che è illegale emettere assegni post-datati perché costituisce un modo per evadere il bollo come avviene nelle cambiali. In pratica basta seguire le norme dell’articolo 1813 c.c. e seguenti e specificare sempre che si tratta di un prestito infruttifero, poiché la legge prevede che bisogna pagare le tasse sugli eventuali interessi percepiti. Dopo avere apposto le firme è bene recarsi presso un ufficio postale e inviarlo ad entrambi con la ricevuta di ritorno. Oggi, disponiamo di un mezzo altrettanto sicuro, ma più veloce di una raccomandata; è la mail pec (Posta Elettronica Certificata) ha validità giuridica come una Raccomandata. A.R. o di un contratto firmato e può essere utilizzata come prova legale dell’invio. Se vi è la registrazione del contratto bisogna pagare l’imposta con un bollo € 16 (per 4 facciate) ed entro 20 giorni dalla stipula il 3% dell’importo prestato.

I casi di insolvenza

Fra persone di buon senso c’è sempre un modo per dialogare e trovare una soluzione che permetta la soddisfazione di entrambi, ma se per altre ragioni ciò non fosse possibile allora il mutuante (la persona che ha presto i soldi) ha la possibilità di ricorrere ad una causa civile, querelando il mutuatario (colui che ha ricevuto il prestito) e che il Giudice infligga una condanna per l’inadempimento, poi si potrà procedere all’esecuzione forzata se entro il termine di 40 giorni il debitore non ha fatto opposizione. Concedere un prestito infruttifero è sempre un atto di fiducia nei confronti della persona che te lo chiede, però è sempre necessaria un po’ di tutela.

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