Credito al Consumo: Qual È la Normativa di Riferimento in Italia?

Acquistare un elettrodomestico e pagarlo a rate, rimborsare l’importo speso con una carta di credito in più soluzioni sono solo alcuni esempi di credito al consumo. Quest’ultimo si può definire come una tipologia di finanziamento a breve termine, concessa da società finanziarie autorizzate alle famiglie per consentire loro di sostenere le spese e dilazionare il pagamento. La disciplina del credito a consumo è stata introdotta nell’ordinamento italiano a seguito del recepimento della Direttiva 87/102/Cee, con la legge comunitaria del 1991, a cui sono seguiti l’emanazione del Testo Unico Bancario (decreto legislativo n.385/1993) e del Codice del Consumo (decreto legislativo n. 205/2005). Un’ulteriore riforma della materia a seguito della Direttiva 08/48/Ce, ha portata il legislatore alla pubblicazione del D.Lgs. 141/2010, modificato dal D.Lgs. 218/2010, in cui sono riportate indicazioni sulla stipulazione dei contratti di credito al consumo e sui soggetti che possono concederli. Obiettivo della normativa è quello di tutelare gli interessi del consumatore, offrire maggiore trasparenza e preservarli dai rischi.

Cos’è il credito al consumo

Il credito al consumo è una forma di agevolazione finanziaria, che può essere concessa ai consumatori, nell’ambito dell’esercizio di un’attività commerciale o professionale. Nello specifico si tratta di dilazioni di pagamenti o finanziamenti a favore di persone fisiche, che hanno bisogno di liquidità per rispondere alle esigenze di naturale personale o familiare. Il credito al consumo non è altro che debito non garantito, che un soggetto contrae per far fronte a spese correnti, dirette all’acquisto di beni e servizi. Per ottenere questo genere di credito non vengono chieste specifiche garanzie al consumatore, che si impegna al rimborso delle somme anticipate dalla banca o società finanziaria da restituire nel corso del tempo aumentata degli interessi. Il credito al consumo può essere di due tipi:

  • rateale: che è quello diretto a finanziare un progetto specifico (acquisto di un elettrodomestico, di mobili o di un’auto) e riguarda un importo definito da restituire con rate tutte uguali entro un determinato periodo di tempo;
  • revolving: che permette di avere ogni mese delle somme per coprire qualsiasi genere di spesa, da rimborsare per intero o in parte entro la fine del mese successivo, aumentate dagli interessi. Il debito non saldato può essere dilazionato, secondo le condizioni previste dal contratto. Tipico esempio di questo tipo di credito sono le carte revolving.
credito al consumo
Credito al consumo

Chi può concedere il credito al consumo?

Il credito al consumo può essere richiesto da qualsiasi persona, che dimostri di essere in grado di saldare il sui debito alle scadenze stabilite. Per ottenerlo, in base a quanto previsto nel decreto legislativo n.218/2010 è necessario rivolgersi alle società finanziarie autorizzate, alle banche e agli intermediari. Nel caso di acquisti di beni e servizi, per il contratto di finanziamento si può fare affidamento all’incaricato commerciale del punto vendita. In ogni caso, prima della concessione del finanziamento si procede a una breve istruttoria per valutare la capacità di rimborso o merito creditizio del richiedente, ricorrendo a delle banche dati, pubbliche o private, che raccolgono informazioni sull’affidabilità creditizia dei cittadini.

Tipologie di credito al consumo

Il credito al consumo può assumere varie forme:

  • prestito non finalizzato: il consumatore può ricevere una somma da parte del finanziatore, da impiegare per far fronte a esigenze generiche di liquidità, che si impegna a restituire in un’unica soluzione o a rate;
  • apertura di credito in conto corrente: l’istituto finanziaria mette a disposizione un importo massimo prestabilito. Il cliente paga una commissione su tale credito e in più gli interessi sulle somme utilizzate. Una volta saldato il debito completamente o in parte, il plafond si ricostituisce avendo nuovamente liquidità per le spese;
  • cessione del quinto dello stipendio o della pensione: i lavoratori dipendenti e i pensionati possono ottenere credito, effettuando il rimborso tramite la cessione di un quinto delle mensilità percepite. In questo caso è il datore di lavoro o l’ente previdenziale che si occupa del versamento delle rate;
  • prestito con carta di credito revolving: una forma di finanziamento che consente di accedere a risorse economiche per fare acquisti e prelievi di denaro, entro un importo massimo stabilito dal finanziatore, da restituire con gli interessi. Una volta eseguito il rimborso a rate o in un’unica soluzione, il plafond viene ripristinato e il titolare della carta può continuare a usarla per le sue esigenze.
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